venerdì, ottobre 25, 2013

ORFANI

Letto! Per ragioni varie, l'ho letto in digitale e prima che uscisse nelle edicole, ma da lettore della prima ora aspetto di rileggerlo stampato per sentire al tatto anche la grammatura della carta e della copertina (sono un appassionato del tema che ci volete fare ognuno ha i suoi vizi, c'è chi colleziona ippopotamini di cristallo, io adoro la carta).
Ho pensato alla lettura del primo numero un bel po' prima di scrivere qualcosa in merito.
Mi è piaciuto? Si, molto. 
Orfani a mio parere è un prodotto fresco, innovativo. Al suo attivo ha uno staff di disegnatori fantastico che farebbe invidia a qualsiasi editore francese e americano. La narrazione della storia mi ha colpito molto, rapidissima, asciutta con pochi dialoghi ma precisi e spietati. Le due narrazioni spezzate a metà numero che narrano due momenti diversi della storia (presente e futuro) in un primo momento mi ha lasciato perplesso, poi invece ne ho apprezzato il senso. 
Le copertine di Carnevale valgono da sole il prezzo del fumetto (che è niente in confronto ai 3 euri di uno spillato americano da 20 pagine). 
L'enorme "fetta di cocomero" a sottolineare il titolo in copertina credo sia tra le cose più coraggiose che si evince in questa nuova produzione Bonelli, in parte mi piace molto perché da al fumetto una veste grafica più vicina alle copertine dei libri di oggi, di contro però credo penalizzi il lavoro di Carnevale. 
I colori mi hanno sconvolto. Sinceramente non credevo che in Italia ci fossero dei coloristi di questa tale professionalità. Ma dove diavolo erano? dispersi nel labirinto di Cnosso e ripescati da Roberto travestito da Minotauro? O chiusi nei loro studi in attesa della nuova manovra del governo? Insomma ottime le luci, le atmosfere, la tonalità e la separazione dei piani. Anche la differenza di colore tra la scena del passato e quella del futuro mi è piaciuta molto. 
I disegni sono strabilianti. Malgrado il tratto di Emiliano si sia ripulito e raffinato rispetto al suo John Doe o al suo Napoleone o anche il suo Dix, dove il segno era più sporco ed espressivo, la potenza grafica del suo segno è ben presente e viene ulteriormente supportata da una capacità di gestione dei personaggi nello spazio che fa paura. Molto colpito dalle scene d'azione e dalla caratterizzazione di tutti i personaggi (anche i minori). Vabbè Emiliano è un grande, la prima volta che ci incontrammo pubblicava Povero Pinocchio per la defunta Montego, già li si vedeva che la qualità era alta.
Ora bisogna aspettare di leggere gli altri numeri e capire cosa succederà ai protagonisti della storia e considerando che nel primo numero uno degli ORFANI che esce in copertina muore sono certo che ci sarà da divertirsi.