Questa è una di quelle tavole che anche a distanza di tempo, la riguardo e sono soddisfatto.
Capita poche volte... domani magari cambio idea. Intanto la posto.
La Banda Stern, sceneggiatura di Luca Enoch, pubblicato da Rizzoli-Lizard
mercoledì, dicembre 19, 2012
domenica, dicembre 02, 2012
POST LUCCACOMICS
Dopo Lucca, sono ritornato al lavoro, ho terminato una storia breve per il Giornalino, ho chiuso un nuovo ciclo di tavole per Dampyr, ho cominciato il mio nuovo libro per i tizi di Ankama su sceneggiatura di Carlos Sampayo e nei ritagli (sopratutto la sera e la Domenica come oggi) mi sono immerso nella lettura degli acquisti fatti in fiera.
Il primo libro che ho letto è stato "Il tempo materiale" di Luigi Ricca edito da Tunuè. Ora, parlare del lavoro di un amico è sempre complicato, bisogna essere obiettivi, concreti e spietati, ma con Luigi non c'è nessun filtro che io possa mettere, che non mi faccia adorare ogni suo singolo lavoro. Quando ho iniziato la lettura de "Il tempo materiale" sono rimasto spiazzato, il segno di Luigi, nervoso, grezzo, deciso e forte mi hanno riportato per un attimo in Sicilia, tra le vie di Palermo, ho sentito gli odori della mia città. Odori che da tempo non sento e che spesso sogno. Ho rivisto posti e persone, ho ascoltato "l'abbanniata" dei pescivendoli e dei venditori di sale. In questa storia, Luigi mi accompagna in una Palermo lontana, una Palermo che io non conosco, quella del 78 del sequestro Moro e del terrorismo. Una Palermo lontana nel tempo ma che rivive nel riflesso distorto di una storia che potrebbe essere la parabola dell'oggi. Palermo sempre grezza, sporca e colma d'ambiguità che partorisce dal suo ventre una generazione insoddisfatta, che cresce a pane e ideologia, che ne annusa il sapore ma rimane arida e assetata.
Una storia forte, in alcuni momenti troppo debitrice del libro da cui è tratta. Un racconto che scalpita che ha voglia di prendere vita propria e di spiccare il volo tra le pagine e vignetta dopo vignetta, la narrazione di Luigi trova un ritmo deciso e crescente e il suo tratto scivola nervoso e graffiante nella tragedia della storia.
Il tempo materiale, Luigi Ricca. Tratto da un racconto di Giorgio Vasta- Tunuè
Il primo libro che ho letto è stato "Il tempo materiale" di Luigi Ricca edito da Tunuè. Ora, parlare del lavoro di un amico è sempre complicato, bisogna essere obiettivi, concreti e spietati, ma con Luigi non c'è nessun filtro che io possa mettere, che non mi faccia adorare ogni suo singolo lavoro. Quando ho iniziato la lettura de "Il tempo materiale" sono rimasto spiazzato, il segno di Luigi, nervoso, grezzo, deciso e forte mi hanno riportato per un attimo in Sicilia, tra le vie di Palermo, ho sentito gli odori della mia città. Odori che da tempo non sento e che spesso sogno. Ho rivisto posti e persone, ho ascoltato "l'abbanniata" dei pescivendoli e dei venditori di sale. In questa storia, Luigi mi accompagna in una Palermo lontana, una Palermo che io non conosco, quella del 78 del sequestro Moro e del terrorismo. Una Palermo lontana nel tempo ma che rivive nel riflesso distorto di una storia che potrebbe essere la parabola dell'oggi. Palermo sempre grezza, sporca e colma d'ambiguità che partorisce dal suo ventre una generazione insoddisfatta, che cresce a pane e ideologia, che ne annusa il sapore ma rimane arida e assetata.
Una storia forte, in alcuni momenti troppo debitrice del libro da cui è tratta. Un racconto che scalpita che ha voglia di prendere vita propria e di spiccare il volo tra le pagine e vignetta dopo vignetta, la narrazione di Luigi trova un ritmo deciso e crescente e il suo tratto scivola nervoso e graffiante nella tragedia della storia.
Il tempo materiale, Luigi Ricca. Tratto da un racconto di Giorgio Vasta- Tunuè
mercoledì, novembre 07, 2012
DYLAN DOG GIGANTE 21
È arrivato!!!!!! Tavole grandi. La stampa non ha perso il segno, non lo ha bruciato e sono in ottima compagnia con il collega Dampyriano Baggi, il bravissimo Ornigotti che apprezzavo molto su Napoleone e poi su Dix e infine l'amico Rinaldi . Ho letto la mia storia di getto. L'ho riletta e la rileggerò di nuovo. Sono contento. Gualdoni ha scritto un gioiellino per me e gliene sarò per sempre grato.
Su internet cominciano a fioccare commenti. Tutti sono ben accetti, quelli duri mi aiuteranno a migliorare, quelli buoni accarezzeranno le corde del mio ego.
Yo su Dylan Dog. Lo sognavo da sempre.
Yes We Can! Obama ci aveva ragione.
Su internet cominciano a fioccare commenti. Tutti sono ben accetti, quelli duri mi aiuteranno a migliorare, quelli buoni accarezzeranno le corde del mio ego.
Yo su Dylan Dog. Lo sognavo da sempre.
Yes We Can! Obama ci aveva ragione.
martedì, ottobre 30, 2012
LUCCA COMICS 02
Sabato 3 novembre
11:00 - 12:00 - Luca Enoch e Claudio Stassi, Autori di La Banda Stern (Rizzoli Lizard)
Questa è la presentazione dell'albo:
La Banda Stern è la storia a fumetti del gruppo
sionista che operò nel corso del regime mandatario britannico
(1931-1948) con l’obiettivo di favorire la formazione di uno Stato
ebraico. Nel 1940 Avraham Stern fondò l’IZL in Israele, un gruppo armato di matrice sionista che dopo la sua morte si trasformò nel Lehi, conosciuto anche con il nome di Banda Stern. “Militi ignoti senza uniforme”,
così si autodefinivano i suoi seguaci, uniti nel nome di uno Stato
ebraico, il “sogno di una nazione” che presto si trasformò in un incubo
scaturito da un perverso, devastante contagio ideologico – non troppo
lontano dal fanatismo. Terroristi per gli avversari, patrioti per pochi
sostenitori, gli uomini della Banda Stern si accanirono
contro gli stranieri oppressori – gli inglesi del regime mandatario – e
avvolsero la Palestina in un cerchio di fuoco, fatto di minacce,
assassinii, rapine a mano armata, massacri e ordigni esplosivi come
quelli che rasero al suolo l’Ambasciata britannica a Roma. Al suo
scioglimento la Banda venne integrata nelle Forze di difesa israeliane:
ai suoi leader fu garantita l’amnistia e la fine delle incriminazioni.
Nel 1980 Israele istituì l’“onorificenza del Lehi”, attribuita ai
vecchi membri del gruppo. Quegli anni di sangue ritornano
prepotentemente nelle pagine di La Banda Stern, scritto dall’abile penna di Luca Enoch e disegnato con un tratto forte e preciso da Claudio Stassi.
Per non dimenticare le radici dell’odio che corrode e divide una terra
martoriata da secoli di lotta, protagonista di una delle situazioni più
controverse della nostra Storia.
sabato, ottobre 27, 2012
mercoledì, ottobre 24, 2012
LUCCA COMICS 01
"Lucca si avvicina" è la frase che in questi giorni si trova in tutti i blog di fumettisti, lettori, editori, critici pronti alla Fiera del fumetto più famosa d'Italia.
Quest'anno ci sarò anch'io.
Arrivo Venerdì e mi fionderò al MUF per l'incontro con gli amici della AI.
Sotto il manifesto dell'evento.
Vi aspettiamo.
Quest'anno ci sarò anch'io.
Arrivo Venerdì e mi fionderò al MUF per l'incontro con gli amici della AI.
Sotto il manifesto dell'evento.
Vi aspettiamo.
domenica, ottobre 14, 2012
venerdì, ottobre 12, 2012
IO E D.
È un gran mese questo, ricco di annunci, di uscite e di firme di nuovi contratti.
Sul sito della Bonelli è stato annunciata la mia storia per l'inquilino di Craven Road numero 7. Storia bellissima scritta da Giovanni Gualdoni.
Da qui è iniziata la mia collaborazione con la Bonelli e il salto da Dylan a Dampyr è stato il successivo.
Non vedo l'ora di averlo tra le mani. Spero vi piaccia.
Sul sito della Bonelli è stato annunciata la mia storia per l'inquilino di Craven Road numero 7. Storia bellissima scritta da Giovanni Gualdoni.
Da qui è iniziata la mia collaborazione con la Bonelli e il salto da Dylan a Dampyr è stato il successivo.
Non vedo l'ora di averlo tra le mani. Spero vi piaccia.
giovedì, ottobre 11, 2012
ESCE LA BANDA STERN
Finalmente è pronto per uscire "La Banda Stern", il mio ultimo lavoro realizzato in coppia con Luca Enoch ai testi e pubblicato per gli amici della Rizzoli-Lizard. A brevissimo lo troverete in tutte le librerie d'Italia e ovviamente a fine Ottobre sarà disponibile anche a LuccaComics allo stand della casa editrice milanese.
giovedì, ottobre 04, 2012
mercoledì, settembre 26, 2012
CIAO SERGIO
Tra poco più di un mese saremo tutti a Lucca, e il peso della sua mancanza continua a farsi sentire a distanza di un anno...
giovedì, settembre 13, 2012
JORNADAS DE AVILES
Sono stato invitato alla Jornadas de Aviles, in Asturia nel nord della Spagna. Ho realizzato questo Dampyr per l'occasione. Parto domani.
Ci si vede lì.
Mañana estoy en la la Jornadas de Aviles. Nos vemos allì.
Ci si vede lì.
Mañana estoy en la la Jornadas de Aviles. Nos vemos allì.
domenica, settembre 09, 2012
martedì, agosto 21, 2012
ADDIO MAESTRO TOPPI
Ci sono autori che quando guardi le loro opere ti manca il fiato in gola. realmente, fai fatica a respirare. È come entrare in un'atmosfera diversa da quella giornaliera. Ecco con le opere di Toppi provavo la stessa emozione. Facevo fatica a respirare. La sua grandezza sta in ogni singolo segno, in ogni ombra, in ogni tratteggio, nelle sue innovative impaginazioni, nell'equilibrio tra le forme, nel suo inconfondibile bianco e nero. L'opera di Toppi è immensa e il fiato diventa sempre più corto. Addio Maestro.
sabato, luglio 28, 2012
TRE MESI IN EDICOLA
Da circa tre mesi sono stato ogni settimana sulle pagine de Il Giornalino con il racconto a puntate di "Per questo mi chiamo Giovanni". Ogni settimana sul settimanale più longevo del fumetto italiano. Un'esperienza unica che mi ha riempito di gioia e di orgoglio. È fondamentale oggi per le generazioni che non hanno conosciuto i veri eroi della nostra storia, sapere chi fossero, cosa hanno fatto per noi e cosa ci hanno lasciato e se io ho contribuito a tutto questo non posso che sentirmi orgoglioso.
Per qualche settimana ancora troverete in edicola il mio fumetto sulle pagine del settimanale, poi tornerà Bau e Woof con nuove e strabilianti avventure.
Per qualche settimana ancora troverete in edicola il mio fumetto sulle pagine del settimanale, poi tornerà Bau e Woof con nuove e strabilianti avventure.
APPLE STORE
Questa mattina si inaugura il nuovo Apple Store a Barcelona a Passeig de Gràcia, ovviamente mi fiondo alla nuova apertura. Dopo una fila abbastanza lunga ma che scivola rapidamente entro dentro il Mega Store il secondo più grande d'Europa. Ad attendermi ci sono vari ragazzi con maglietta Apple che gioiosi e festanti ti fanno entrare regalandoti una maglietta col simbolo della mela. La sensazione è di quelle simil Luna Park, PAese dei Balocchi e luogo di culto religioso.
La maglietta che mi danno è una L, non mi sta, iniziamo male. ma mi dico pazienza, sarà felice Francesca di questo. Sono dentro e mi rendo conto che il posto è troppo grande per l'aria condizionata che hanno predisposto, c'è caldo. Molto caldo.
Ci sono un sacco di lavoratori che fanno a gara per spiegarti come si scarica un'applicazione, quanto sono fighe le borse per i-pad etc.etc. io prendo quello che mi serve e cerco una cassa. Al piano di sotto non c'è. Vado al primo piano, niente neanche lì. A quel punto mi decido e chiedo ad un Mac dipendente
"scusi dov'è la cassa?"
"In questo negozio non abbiamo la cassa" Ha lo stesso sguardo del tipo che dice Siiiiiiiii!!!!! nei Simpson.
"E io come pago questo prodotto?"
"ieri abbiamo presentato l'applicazione EasyPay, la conosci?"
"ehmm, no"
"ecco tu ti scarichi questa applicazione, scannerizzi il codice a barra e la paghi tramite lo store apple"
"ok, allora scarico l'applicazione"
Dopo vari tentativi e ricerche su forum che parlavano di quest'applicazione mi rendo conto che se ho l'IP collegato ad un numero di conto corrente italiano non posso utilizzare questa applicazione.
Spiego il tutto al tipo e chiedo quindi di pagare con carta di credito.
"Mi spiace" mi dice Apple Man "ma l'unico modo per pagare è con questa applicazione"
Guardo il tipo e cerco di capire se c'è qualche candid camera accanto a me e che questo è tutto uno show.
Il tipo mi saluta e si allontana nella mischia, io resto stupito con in mano la maglietta che non mi entra e un oggetto che vorrei comprare ma che non posso comprare perché non ho l'applicazione collegata al numero di conto spagnolo. Se cercassi di spiegare questo a mia madre le manderei in tilt il cervello.
Riposo l'oggetto, esco e per curiosità mi metto ad ascoltare la gente che è in fila e che attende di entrare, il 70% erano inglesi, il restante italiani e tedeschi, c'erano anche un paio di sud americani.
Mi chiedo a chi venderanno oggi i loro prodotti.
bella è bella la mela, ma stanno cominciando a rompermi gli zebedei.
La maglietta che mi danno è una L, non mi sta, iniziamo male. ma mi dico pazienza, sarà felice Francesca di questo. Sono dentro e mi rendo conto che il posto è troppo grande per l'aria condizionata che hanno predisposto, c'è caldo. Molto caldo.
Ci sono un sacco di lavoratori che fanno a gara per spiegarti come si scarica un'applicazione, quanto sono fighe le borse per i-pad etc.etc. io prendo quello che mi serve e cerco una cassa. Al piano di sotto non c'è. Vado al primo piano, niente neanche lì. A quel punto mi decido e chiedo ad un Mac dipendente
"scusi dov'è la cassa?"
"In questo negozio non abbiamo la cassa" Ha lo stesso sguardo del tipo che dice Siiiiiiiii!!!!! nei Simpson.
"E io come pago questo prodotto?"
"ieri abbiamo presentato l'applicazione EasyPay, la conosci?"
"ehmm, no"
"ecco tu ti scarichi questa applicazione, scannerizzi il codice a barra e la paghi tramite lo store apple"
"ok, allora scarico l'applicazione"
Dopo vari tentativi e ricerche su forum che parlavano di quest'applicazione mi rendo conto che se ho l'IP collegato ad un numero di conto corrente italiano non posso utilizzare questa applicazione.
Spiego il tutto al tipo e chiedo quindi di pagare con carta di credito.
"Mi spiace" mi dice Apple Man "ma l'unico modo per pagare è con questa applicazione"
Guardo il tipo e cerco di capire se c'è qualche candid camera accanto a me e che questo è tutto uno show.
Il tipo mi saluta e si allontana nella mischia, io resto stupito con in mano la maglietta che non mi entra e un oggetto che vorrei comprare ma che non posso comprare perché non ho l'applicazione collegata al numero di conto spagnolo. Se cercassi di spiegare questo a mia madre le manderei in tilt il cervello.
Riposo l'oggetto, esco e per curiosità mi metto ad ascoltare la gente che è in fila e che attende di entrare, il 70% erano inglesi, il restante italiani e tedeschi, c'erano anche un paio di sud americani.
Mi chiedo a chi venderanno oggi i loro prodotti.
bella è bella la mela, ma stanno cominciando a rompermi gli zebedei.
venerdì, luglio 20, 2012
RIFLESSIONI
Ma perché ci stupiamo quando il PD fa dichiarazioni che vanno contro gli
ideali storici della sinistra? Dobbiamo renderci conto che abbiamo
attribuito al PD delle ideologie che non appartengono a quel partito.
Abbiamo dato dei valori, delle logiche sociali, delle speranze
riformiste che non fanno parte degli organi dirigenziali del PD. Forse
di qualcuno dei suoi rappresentanti, ma sicuramente non degli
organi che prendono decisioni importanti. Non stupiamoci. Il PD non è
un partito di sinistra. Il PD è un partito di Centro. Punto. Volete un
partito che rispecchi le vostre ideologie politiche, votate un altro
partito. Non votate il PD semplicemente perché pensate che in questa
maniera non si disperda il voto. Un voto sincero è mille volte meglio di
un voto accomodante.
Credere che il PD possa somigliare alla sinistra che vogliamo è come sposare un camionista rozzo e puzzolente e credere che standogli accanto possa trasformarsi in un modello di Dolce e Gabbana...
Credere che il PD possa somigliare alla sinistra che vogliamo è come sposare un camionista rozzo e puzzolente e credere che standogli accanto possa trasformarsi in un modello di Dolce e Gabbana...
mercoledì, luglio 04, 2012
AUTOPRODURSI
L'amico Enrique Fernandez ha deciso di buttarsi in un progetto molto, ma molto, interessante. QUI trovate la pagina. L'idea di base è ovviamente vecchia come il cucco, parliamo comunque di autoproduzione, il metodo invece è abbastanza nuovo. Enrique ha creato una sua pagina web su Verkami, in questa pagina ha pubblicato il progetto (studi dei personaggi, storia, idea del progetto etc..) e ha segnalato varie possibilità di ordine del libro, con la speranza di raggiungere la cifra base necessaria per iniziare l'opera. Nel caso non raggiungesse l'obiettivo economico base, restituirà ad ogni ordinante la cifra già versata. nel caso contrario invece (glielo auguro) avrà come unico editore i suoi lettori. Molto interessante... molto....
lunedì, luglio 02, 2012
domenica, giugno 03, 2012
TERREMOTO UN AIUTO DAL MONDO DEI FUMETTI
È nata su internet l'idea di un'asta benefica per le vittime del Terremoto in Emilia di questi giorni. L'idea lanciata su Facebook da Alessio Fortunato ha trovato il plauso di fumettisti, sceneggiatori, professionisti e non, semplici appassionati, collezionisti, proprietari di fumetterie, editori, critici e giornalisti. Insomma per una volta il mondo del fumetto si unisce e si fa in quattro per aiutare la gente che sta vivendo un vero incubo quotidiano. Qui trovate la pagina Facebook dell'evento e sopra una bella illustrazione di Carmine Giandomenico.
Anche io ho voluto contribuire con il mio contributo e ne ho approfittato per mettere in scena i tre colleghi che mi stanno accompagnando in questi mesi.
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